Tutta vita a Chicago: Air Show, Carta di Credito, shopping, taxi e turisti

E’ del tutto chiaro che l’air show è stato pensato per scopi economici. Attrae centinaia di migliaia di persone da ogni parte dell’Illinois e forse anche dagli Stati vicini.

Sono seduti tutti intorno al lago a vedere le squadre acrobatiche che si esibiscono con evoluzioni mozzafiato. Eccezionali poi gli aerei da guerra americani, quelli tipo caccia.

Prima arriva l’aereo e dopo 10 secondi arriva il rumore assordante del motore. Un ruggito di bombe, un rombo assordante. Nessuno però sembra aver bucato il muro del suono. Strano.
La gente si accampa come gli zingari, con le tende piu’ pacchiane, con gli ombrelli da pioggia, con le sedie pieghevoli. Alcuni fanno la brace, tutti mangiano e bevono con costanza e continuità. Molti si portano un frigorifero pieno di roba da casa. C’è da dire che finalmente i ciclisti sono obbligati a spingere la bicicletta a braccio (walk the bike) e i pedoni tornano ad essere protagonisti del lungolago.
Poi ci sono migliaia di venditori di porcate (i soliti hamburger, hot dog, bevande colorate, patate fritte). C’è solo un piccolo problema, che è vietato bere e vendere alcolici. Ti arrestano.
Quindi per me è difficile digerire quella robaccia senza berci una birra sopra. Non capisco perché questi alcolizzati americani non si accontentano di gustarsi una birra in santa pace ma devono sempre esagerare con l’alcool al punto che se ne vieta in certi casi la vendita. Mah…
Per tornare invece al discorso della disponibilità della mia carta di credito bruciata dall’albergo, oggi ho provato a fare un prelievo ma non ci sono riuscito. Skype non permette di chiamare i numeri verdi e per fortuna CartaSI ha anche un numero geografico su Milano per il servizio clienti.

Mi spiegano al telefono che il blocco della carta non è dovuto all’albergo ma è dovuto al fatto che scatta una ‘griglia automatica di sicurezza’ quando utilizzi ripetutamente nello stesso giorno la stessa carta negli Stati Uniti. In pratica l’operatore ha rimosso questa cosa e io ho ripreso a fare i miei acquisti ☺
A proposito di acquisti. Chicago non è Manhattan. Ci sono magari gli stessi negozi di Manhattan (Macy, Bloomingdales, Abercrombie, Sephora, Gap, Banana Republic, Brooks e tutti gli altri a seguire) solo che c’è un’aria di crisi in giro che mi disturba molto.
Vedo negozi enormi vuoti, senza clienti e con dieci commessi che ti prendono d’assalto. Sono entrato da Foot Loker su State Street. Era vuoto. C’erano piu’ commessi che clienti. Mi hanno fermato una decina di volte disturbando la mia voglia di fare acquisti. Sono uscito senza niente (ma ci torno perché i prezzi mi sembrano migliori rispetto a Niketown).
Sono entrato da Best Buy alla ricerca di accessori per la fotocamera, ma ho visto solo la disperazione. Solo da Apple i clienti non mancano, ma è lo store meno caotico che abbia mai visto. Si trova sempre una postazione libera.
Comunque qui a Chicago non solo manca totalmente l’euforia da shopping che c’è a Manhattan, ma è alquanto deprimente anche il settore bargain/clearence che a me piace un sacco. Magari non è epoca di saldi, lo capisco.
Nel negozio della Ralph ci sono collezioni che a noi italiani non piacciono. Finisco a vedere il bar della Ralph Lauren dove i camerieri sono vestiti griffatissimi.
Comunque sono riuscito anch’io trovare qualcosa di conveniente. Dunque: un paio di Levis molto particolari a 30 dollari, due cinte di cuoio stupende a 20 dollari, e poi due paia di scarpe inglesi classiche davvero belle, pagate una cifra ridicola. Ho acquistato anche una bella camicia di Hilfiger e un paio di bestseller consigliati da Borders. Li sto già leggendo e rido come un pazzo (“I hope they serve beer in hell” di Tucker Max e “This is where I leave you” di Jonathan Tropper). Ve li consiglio.
Penso che per tutto questo in Italia avrei speso circa 7, 800 euro. Qui diciamo che in tutto ho speso 250 sporchi euris.
Per passare a un altro argomento, vi raccontero’ dei Taxi. Voi tutti sapete che a Roma i tassinari sono soliti spennare i poveri turisti facendogli fare dei giri assurdi o tarando il tassametro su una tariffa improbabile.
Beh, sapete? Succede anche a Chicago. Il primo taxi che ho preso la sera mi ha portato dal Navy Pier all’albergo. E’ chiaro che dopo aver camminato tutto il giorno avevo le gambe a pezzi. Tuttavia ormai mi so orientare bene per Chicago. Conosco molto bene le strade principali. Ed è ovvio che se il mio albergo sta a destra e il taxi gira inopinatamente a sinistra (passando per un sottopassaggio pazzesco invece di attraversare il ponte e andare dritto), io mi sento preso per il culo. Non me la sento di farmi prendere per il culo da questa scimmia. Non gli lascio neanche un centesimo di mancia.
Ieri sera invece mi sono fatto portare alla Water Tower per chiudere la giornata con un mitico gelato di Ghirardelli. Il tassista mi porta sotto Sears Tower. Si scusa. Dice di non aver capito Water ma di aver capito Willis. Non ci credo. A parte che non c’è Ghirardelli sotto alle Sears Tower, mi viene voglia di incendiargli il taxi. Un ricordino però gliel’ho lasciato…

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