Cosa mi aspetto da Chicago

La mia passione per l’America è cosa nota e giusta. Talmente nota da non meritare ulteriori giustificazioni.

Sul fatto invece che sia giusta , beh… potrei dilungarmi parecchio.

Vi può bastare per ora, sapere che l’America è giusta per me , perchè mi fa stare bene. Mi comunica sentimenti positivi. Ne ho voglia. E’ chiaro.

Anche se molto spesso sono colto da un dubbio. Che non avessi io maturato una propensione americana perchè in fondo ciò che desidero è trasferirmi da quelle parti e vivere per esempio, a New York?

Ogni tanto programmo una strategia di due anni. Poi ci rumino sopra e dico che non ho la forza economica per sostenere un passo di questo tipo. Mi trattengo come un vigliacco che non sa scegliere se non ha un ritorno sicuro dall’investimento.

Eppure di investimenti ne ho fatti tanti e nessuno di questi ha prodotto risultati certi, quantomeno non dall’inizio. Questo mi basta per continuare a progettare.

E così continuo a passare le mie vacanze nel posto dove invece mi piacerebbe vivere .

Detto questo, ci sono sicuramente altre ragioni che mi spingono a Chicago.

Sento il necessario bisogno di un contesto stimolante. Sento di dover alimentare il mio spirito creativo. Detto in altre parole, trovo che sia importante per me, in questo momento, ricevere solo impulsi positivi . Flussi di mondo. Odori nuovi. Spazi nuovi.

A volte mi capitano dei periodi intensi di lettura. Cerco nelle librerie come un disperato. Esco con due, tre, cinque volumi. Tutti insieme possono darmi qualche vaga idea, o magari una sola, purchè sia nuova. Li leggo intensamente. Li assimilo a me. Li vivo.

Ecco quindi un’altra verità. Voglio leggere intensamente Chicago. Voglio trarre da quella città tutto quello che di piu’ bello ha da offrirmi. Voglio viverla profondamente. Voglio sentirmi di Chicago. Immergermi lì dentro quel crogiolo di culture. Voglio venire interamente travolto dalla città.

E non si tratta – badate bene – di una pura evasione. Per quello è chiaro che non ci sarebbe bisogno di fare tanti kilometri.

E’ piuttosto una pulsione interna. Un ronzio negli orecchi. Un desiderio profondo. Un’attesa di qualcosa che ancora non si conosce bene. E che regala una bella sensazione, un benessere diffuso.

Questo è quello che mi aspetto da Chicago.

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