Ecco a che serve l’assurdo questionario dell’ESTA

agosto 10, 2010

FINALMENTE NAVIGANDO INTERNET HO CAPITO A CHE SERVE IL QUESTIONARIO ESTA!!!

LEGGETE!

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Riguardo all’assurdo modulo che compili prima di entrare negli USA non discende da un motivo morale.

E’ qualcosa di molto più semplice e giuridico.

Se tu sei un terrorista (e gli USA lo sanno) ed hai fatto saltare in aria una banca a Tel Aviv gli USA non possono trattenerti perché il reato non è stato compiuto sul tuo territorio.

A quel punto come fare? Se dichiari il vero che sei un terrorista ti respingo alla dogana come ospite indesiderato sulla base delle tue stesse dichiarazioni.

Se dichiari il falso dicendo che non sei terrorista allora ti arresto per falso ideologico nella compilazione di un documento USA consegnato alle autorità USA.


Previsioni meteo Chicago

agosto 3, 2010


Il momento migliore per piantare un albero

agosto 3, 2010

Non so chi l’ha detta ma mi piace.

“Il momento migliore per piantare un albero è un anno fa… il secondo momento migliore per piantare un albero è adesso”.

Questa è la filosofia. Molto maschia diciamocelo, interventista. C’è solo da metterla in pratica.

Comunque ieri ho compilato il curioso questionario dell’ESTA per entrare negli Stati Uniti. Di solito si compilava sull’aereo. Adesso è obbligatorio ottenere ANCHE l’autorizzazione dell’ESTA almeno 72h prima della partenza. Immagino quindi che il foglietto verde sia ancora obbligatorio a bordo.

Si tratta di una procedura abbastanza semplice, un questionario demenziale. Basta rispondere NO a tutto.

Il risultato è questo:

Contenti loro…


CHICAGO AIR&WATER SHOW

luglio 30, 2010

Il 14 Agosto c’è il Chicago Air Show?

In agenda…

:-) )


Shrek a Chicago

luglio 30, 2010

Ma secondo voi, andando a Chicago, posso perdermi SHREK?

Quando ero a NYC ho rinunciato a vedere ‘MAMMA MIA!’ perchè l’ultima volta che ho visto quel musical sono stato tutta la notte con le canzoni in testa da non riuscire piu’ a prendere sonno.

Ma Shrek? Beh…..Mi spacco dalle risate!

A must see!

Ci vado assolutissimamente.


Alicia a Chicago

luglio 29, 2010

Che musica mi porto a Chicago?

ALICIA KEYS, Element of Freedom

L’album perfetto.

In the morning when you wake
Might not wanna face today and all your heartache
Thinking how much can you take
Please don’t ever loose the faith and don’t fall under

In a world that seems to get colder & colder
Don’t you worry cuz
My love will only get stronger & stronger

[Chorus]
Cuz I, I, I, I, I’m gonna love you gonna hold ya through it all
I, I, I, I’m gonna love you gonna never let you fall
Through it all
Through it all

Don’t think about the past, don’t worry bout the future
Just live in the moment
Long as there’s another day there will be another way
A chance to make it through

In a world that seems to get colder & colder
Don’t you worry cuz
My love will only get stronger & stronger

[Chorus]
Cuz I, I, I, I, I’m gonna love you gonna hold ya through it all
I, I, I, I’m gonna love you gonna never let you fall
Through it all

When you’re down and out
Losing dignity
Don’t let go of me (hold on)
Surely this is a brighter day right in front of me (hold on)
If you really looked inside
You would finally realize
You don’t have to cry (no more)
All you have to do is see
That you can believe in me
And I will never leave

Cuz I, I, I, I, I’m gonna love you gonna hold ya through it all
I, I, I, I’m gonna love you gonna never let you fall
Through it all


Quanto manca a Chicago?

luglio 28, 2010

Quanto manca a Chicago? Un tempo breve che sembra eterno. Diventa ancora piu’ lungo se lo si fraziona in prima, durante e dopo. Un tempo che morde ai polpacci mentre corri. Non sai mai se basterà. Subisce accelerazioni improvvise se sei in ritardo per andare all’aereoporto. Si riferma di nuovo, non appena passati i controlli di sicurezza.

Quando si parla del tempo di solito si fanno due considerazioni di senso opposto. O passa troppo lentamente o scorre veloce, non c’è alternativa al momento. Io di solito faccio considerazioni settimanali. Mi ritrovo a dire: “Un’altra settimana è passata”. Ma se contassi davvero le settimane, il tempo lo farei partire dalla seconda settimana di settembre 2009. E’ come se da quel punto in poi si fosse fermato tutto o quantomeno rallentato. La sensazione è quella di pedalare in salita. Non sai mai se si fa prima a scendere ed andare a piedi, tanto fatichi e ti accorgi magari che i pedoni ti superano pure.

Ecco quindi, dicevo, per una strana legge della natura, accade che da un certo punto in poi, un tempo che sfugge nella sua immediatezza, visto da una certa prospettiva, diventa passato. Come di fronte a un’inesorabile scelta dove non si può piu’ tornare indietro. Sembra una contraddizione ma di fatto non lo è. Anzi. Ne abbiamo già la percezione empirica, ogni giorno.

Tutto questo entra a far parte del ragionamento che precede il viaggio a Chicago per un’altra ragione: L’attesa. In molti si sono soffermati ad analizzare l’attesa. Una sospensione di fronte al futuro.

Chi ha tempo deve essere felice. Felice perchè ha un tempo. C’è una forma di possesso anche in questo. Di solito non ce ne rendiamo conto ma esiste un tempo. E ne rimane sempre troppo poco a chi ne ha la piena consapevolezza.


Quello che accadrà è facile prevederlo. Niente!

luglio 26, 2010

Prendo in prestito la frase di un celebre conduttore radiofonico che ascolto da piu’ di 10 anni ed è Marco Presta che – con Antonello Dose – conduce “Il ruggito del coniglio” su Radio2.

Mi si conceda solo un piccolo adattamento.

Cosa accadrà andando a Chicago è facile a dirsi…. Niente!

Insomma, non accadrà niente. Proprio così.

Perchè in fondo le aspettative tendono sempre a caricare – e a volte a sovraccaricare – di significati i posti, luoghi e impressioni che magari semplicemente possono deludere o piu’ facilmente possono lasciare indifferenti. Anche i problemi piu’ grandi possono diventare incredibilmente semplici quando si conosce la soluzione.

Ecco, io mi sento uno che ha la soluzione.

Mi riconosco in Chicago pur non essendoci ancora stato. Potessi scegliere, trascorrerei sicuramente un paio d’anni da quelle parti.

Detto questo è piu’ facile che una musica accompagni un viaggio. Non è solo romantico (in senso letterario) un viaggio che abbia dentro a se un album, una hit, o più semplicemente una canzone, un jingle. Ha certamente un che di cinematografico l’idea di una colonna sonora. A patto che non si riduca ad una base musicale per arrangiare le foto e trasformarle in un filmino. Questo è chiaro.

Il fatto è che certe città sanno vibrare da sole. Producono una musica che le staglia rispetto allo sfondo del mondo circostante. Chicago è certamente una di queste. Ma per chi non sa ascoltare, c’è solo rumore.


Una valigia per Chicago

luglio 20, 2010

Non sono un grande viaggiatore, ma del viaggiatore conservo una certa affezione alla valigia. Questo spiega da subito il fatto che tutte le volte che riappare sul tapis roulant all’arrivo è sempre un’emozione fortissima. Quasi come ritrovare un parente.

Ho maturato una certa affezione per la mia valigia soprattutto perchè non è veramente la mia. L’ho ereditata da mio padre, ed è chiaro che questo di per se’ non rappresenta niente di piu’ di un valore affettivo, al piu’ è un significante per me, ma tanto mi basta per associare la parola ‘valigia’ a quella precisa valigia e non ad altre.

Alitalia l’ha persa così tante volte (e altrettante volte me l’ha restituita) che io francamente non riesco proprio ad abituarmi all’idea di avere una valigia diversa. Per questo motivo anche se ne vedo in giro di piu’ belle, scontatissime, colorate, più nuove, beh, sapete? …io preferisco tenermi la mia.

Portarsi una valigia con così tanti kilometri appresso, significa portarsi un’esperienza. Il contenitore è più importante del contenuto, quantomeno all’andata. Al ritorno, beh… diciamo che torna ad essere più importante il contenuto piuttosto che il contenitore. Vedremo se sarà veramente così.

Intanto mi chiedo: “Ma cosa metterò nella valigia per Chicago?”

Prima di rispondere devo premettere che non sono uno che ci impiega tanto a fare una valigia. Ho fatto un trasloco in 24h da solo, mi sento abbastanza confidente di saper chiudere la valigia almeno un paio d’ore prima della partenza.

Solo che per Chicago è diverso. Ho preso così tanti impegni a Luglio che mi resta veramente poco tempo per pensare ad Agosto a Chicago.

Di solito mi vengono in mente occasioni speciali che nemmeno ai VIP possono capitare (ma a me capitano). Quindi potete stare certi che nella mia valigia non possono mancare accorgimenti per eventi speciali. Di quelli che se non capitano, fai di tutto per farli succedere… e succederanno.

L’ultima volta a New York è apparso un angelo custode, un certo Dru, che all’occorrenza ha saputo ottenere (con poche ore di anticipo), i posti sulla migliore crociera sull’Hudson il 4 luglio, quando altri ci dissero che per vedere i fuochi di Macy’s non c’era più posto nemmeno nella peggiore bettola di downtown. Non mi scorderò facilmente quella sera.

Ma stavolta sarà diverso e per una serie di ragioni. Quelle più ovvie sono che Chicago non è New York e che io non sono lo stesso di un anno fa.

Quelle meno ovvie sono che sono stanco morto, un po’ disgustato diciamo pure… e che arriverò a Chicago con pochissime energie. Questa nemmeno possiamo dire che è una novità, ma sicuramente non è una cosa ovvia. Comunque non è normale che sia così. Arrivo stanco e recupero le energie appena sbarco in America. D’altronde non servono a questo le vacanze? A recuperare energie? A rilassarsi? A divertirsi? Beh, allora cercherò di fare del mio meglio, di ottimizzare il mio tempo dando la priorità a cio’ che più mi fa stare bene.

So dirvi poche cose, ma almeno di una cosa sono certo.

Al ritorno la valigia sarà ben diversa che all’andata. E per una volta il contenitore tornerà ad essere piu’ importante del contenuto.


Ecco come è nata l’idea di Chicago

luglio 19, 2010

Tre anni fa, insieme ad un caro amico e collega milanese, varcammo le soglie di Montecitorio per spiegare ad un parlamentare di maggioranza l’opportunità di approvare un ordine del giorno in commissione per promuovere Internet in Italia.

Non c’è ragione di approfondire oltre. Per ora il dato mi è utile per dire che questo giovane imprenditore del nord, uscì da quella riunione completamente schifato. Esausto. Insoddisfatto.

Per sollevarsi il morale, tutto d’un tratto sbotto’ dicendo: “Ma si! Ma che mi importa? Tanto tra pochi giorni porto mia moglie a Chicago”.

“Chicago?” – domandai.

“Si, si, Chicago. E’ bellissima, Dario. Ci sono parchi, università. musei. Il lago Michigan è uno spettacolo. Dovresti andarci.”

Da quel momento ho iniziato a raccogliere informazioni su Chicago. E ovviamente a desiderare di andarci. E ci andrò.

In tutto questo manca qualcosa, è chiaro….

Se non mi avesse parlato lui di Chicago, io da solo, avrei continuato ad andare a New York per tutta la vita.

Per converso, da quando invece ho iniziato a dire a tutti che vado a Chicago, mi sembra quasi che l’unico che non ci sia ancora stato sia soltanto io.

Mah…


Cosa mi aspetto da Chicago

luglio 16, 2010

La mia passione per l’America è cosa nota e giusta. Talmente nota da non meritare ulteriori giustificazioni.

Sul fatto invece che sia giusta , beh… potrei dilungarmi parecchio.

Vi può bastare per ora, sapere che l’America è giusta per me , perchè mi fa stare bene. Mi comunica sentimenti positivi. Ne ho voglia. E’ chiaro.

Anche se molto spesso sono colto da un dubbio. Che non avessi io maturato una propensione americana perchè in fondo ciò che desidero è trasferirmi da quelle parti e vivere per esempio, a New York?

Ogni tanto programmo una strategia di due anni. Poi ci rumino sopra e dico che non ho la forza economica per sostenere un passo di questo tipo. Mi trattengo come un vigliacco che non sa scegliere se non ha un ritorno sicuro dall’investimento.

Eppure di investimenti ne ho fatti tanti e nessuno di questi ha prodotto risultati certi, quantomeno non dall’inizio. Questo mi basta per continuare a progettare.

E così continuo a passare le mie vacanze nel posto dove invece mi piacerebbe vivere .

Detto questo, ci sono sicuramente altre ragioni che mi spingono a Chicago.

Sento il necessario bisogno di un contesto stimolante. Sento di dover alimentare il mio spirito creativo. Detto in altre parole, trovo che sia importante per me, in questo momento, ricevere solo impulsi positivi . Flussi di mondo. Odori nuovi. Spazi nuovi.

A volte mi capitano dei periodi intensi di lettura. Cerco nelle librerie come un disperato. Esco con due, tre, cinque volumi. Tutti insieme possono darmi qualche vaga idea, o magari una sola, purchè sia nuova. Li leggo intensamente. Li assimilo a me. Li vivo.

Ecco quindi un’altra verità. Voglio leggere intensamente Chicago. Voglio trarre da quella città tutto quello che di piu’ bello ha da offrirmi. Voglio viverla profondamente. Voglio sentirmi di Chicago. Immergermi lì dentro quel crogiolo di culture. Voglio venire interamente travolto dalla città.

E non si tratta – badate bene – di una pura evasione. Per quello è chiaro che non ci sarebbe bisogno di fare tanti kilometri.

E’ piuttosto una pulsione interna. Un ronzio negli orecchi. Un desiderio profondo. Un’attesa di qualcosa che ancora non si conosce bene. E che regala una bella sensazione, un benessere diffuso.

Questo è quello che mi aspetto da Chicago.


Perchè Chicago

luglio 13, 2010

Lo confesso. Avevo in mente Chicago da più di un anno. Non si erano verificate le condizioni prima e forse nemmeno adesso ci sono, ma certamente non mancano i presupposti.

Il presupposto di una visita a Chicago è certamente la curiosità. Un po’ banale, lo so, ma è uno di quei requisiti che non può certo mancare in un viaggio come questo.

Il secondo motivo per visitare Chicago è l’architettura. Piu’ dinamica di Londra, piu’ varia di New York, meno esuberante di quella di certe metropoli spinte dal petrolio.

Un altro motivo per andare a Chicago è l’aspetto culturale che si riflette nella sua storia, nel multiculturalismo, nella musica. Tutto questo si respira nell’aria e si percepisce anche solo guardando una qualsiasi delle immagini che ritraggono la Windy City dall’alto, dal basso, dal lago, dal grattacielo nero. Dove vi pare.

Io non so se mi piacerà mangiare un trancio della deep dish pizza. O camminare nel miglio magnifico, fare acquisti o prendere la bicicletta intorno al lago. Visitare parchi e musei. Questo non lo so, o per lo meno, non lo so ancora.

Tutto quello che so è che ad Agosto andrò a Chicago e che per questo motivo ho aperto un blog. L’ennesimo. Convinto come sono che il materiale che raccoglierò non sarà poco e non sarà facile metterlo da parte in una volta sola.

Un blog come questo è come una cantina dove affastellare ricordi, impressioni, momenti di vita.

Anche quì, come altrove, non esiste un modo giusto per consultarlo.

Fate come volete.


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