Vita da Chicagoano: concerto Jazz a Grant Park, Birra 312, Hamburger, Wrestling, Acquario e Field Museum

Ho dormito 14 ore filate. Sentivo i rumori della strada. Entrava la luce dalle finestre. A proposito di luce. Qui a Chicago la luce è opalescente. La mattina i grattacieli brillano ma sono avvolti da una luce di latte che li confonde. Come una nebbia molto rarefatta. Come un velo.

Sono le 11,40 e sto ancora in camera. Apro il computer, controllo la posta e faccio un paio di telefonate in Italia. Decido di alzarmi.

Passo un’ora sotto la doccia. Esco senza sistemare niente. Lascio la schiuma da barba sul lavello, il libro sul letto, la cassaforte aperta, i soldi sul tavolo. Torno indietro a prendere i soldi per fare colazione.

Stavolta faccio colazione da Dunkin Donut’s https://www.dunkindonuts.com/ che si vanta di avere il caffe’ che fa svegliare l’America. Infatti il loro cappuccino è veramente buono. Chiedo alla cassiera qual è il migliore dolce alle sue spalle. Mi guarda con aria maliziosa e mi indica una ciambellina di cioccolato con dentro la crema. Ne prendo due. Il sapore  è simile a quello di una ‘bomba al cioccolato’ ordinata in autostrada. Non convince. Il cappuccino invece è esageratamente caldo. Mi scotto la lingua. Cazzo.

Torno in stanza, sistemo un po’ di cose. Metto via la roba sporca. Mi vesto con un pantaloncino e una camicia bianca. Le scarpe sono sempre Nike. Mi hanno salvato i piedi.

Entro nel negozio Disney per fare dei regalini alle mie nipotine. Esco senza aver comprato nulla. Non ci sono idee sfiziose. E’ piu’ fornito il negozio Disney a Roma. Quello di New York è dieci volte piu’ grande di questo. Che delusione.

Entro da Macy’s. Salgo, salgo, salgo. Per trovare il piano uomo si deve passare per 4 piani donna e un piano di mutande. Compro qualcosa in saldo. Scendo al piano terra a fare un prelievo all’ATM.

Torno in stanza. Ho ancora sonno. Mi rilasso. Accendo il televisore. Mi vedo dieci minuti di wresling.  In pratica c’è un vecchio palestrato con i capelli lunghi e bianchi come Pannella. Lo chiamano ‘il padrone di casa’. Poi ci sono due giovani che vogliono sfidarlo. E una donna che mette zizzania. Spengo. Esco.

Cerco di arrivare a piedi all’acquario passando per un percorso diverso dal magnificent mile. Passo davanti a un pub che vende Birra Peroni Nastro Azzurro. Mi fa piacere vedere quella insegna. Cammino sul lato destro della strada, non colpito dal sole.

Passo sotto la ferrovia sopraelevata. Qui la metropolitana passa tra i grattacieli su una struttura di ferro rossa. Sotto ci sono gioiellerie e parcheggi a pagamento. In uno di questi stanno girando un film. Si vedono macchine incendiate e asfalto rovesciato. La macchina da presa è montata su un braccio meccanico alto 20 metri. Un cartello avverte che tutti i negozi restano aperti ‘all businesses are open while filming’.

Cammino ancora. Sicuramente mi trovo su una parallela di grant park molto a sud. Ho passato la library di alcuni isolati. Vedo un pub con le finestre sporche, molto vecchio. C’è un grande murale e il palazzo che lo ospita è molto decadente. Sulla porta c’è ogni tipo di insegna di birra. Questo lo qualifica molto ai miei occhi. Entro. Mi chiedono la carta di identità. Magari c’è uno spettacolo pornografico (penso). Invece per ordinare alcolici si deve essere maggiori di 21 anni. Penso a questa regola americana. Non la condivido. Alimenta gli alcolizzati, secondo me. Rende depravato il piacere di bere che mi sembra piu’ legato a un bisogno, che a un vizio.

Arriva una cameriera asiatica. Chiedo un hamburger (comes with fries) e una 312 (si legge: three one two). Le birre americane sono molto gassate. Sembrano addizionate di bicarbonato.

Esco soddisfatto. Cammino fino al museo di storia naturale (field museum). E’ chiuso. Scendo all’acquario. E’ chiuso. Chiedo che ore sono a un passante: le 6.15p.m.

Cammino lungolago. Apprezzo un nuovo skyline di Chicago. Dall’aquario si vede veramente tutto. Solo che non mi piace. Preferisco lo skyline dalla Buckingham Fountain.

Scendo ancora la scalinata. Attraverso il parco. Arrivo a Grant park. C’è un concerto Jazz. E’ vietato bere alcolici. La gente si organizza facendo pic-nic sul prato. I  bambini ballano. I disabili hanno posti riservati. Io vado nell’area riservata allo stand della birra 312. Mi mettono un braccialetto. Serve per poter circolare nel campo e poter bere una birra. Significa che hanno controllato che sono maggiorenne e che quella birra è quella ufficiale del parco. Questa è mafia.

Comunque adoro il popolo americano che si fa il grill per strada. Che si porta un carrello pieno di bottiglie di vino per celebrare il giorno. Ed è un giorno qualsiasi ma al parco è un giorno bellissimo. C’è ottima musica. C’è bel tempo. In Italia, ad un raduno del genere, troveremmo molta droga. Questi invece si drogano solo di cibo e di musica. Per una sera mi sento come loro, americano. Chicagoano.

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